Con l'arrivo dell'autunno, per molte famiglie ricomincia un periodo fatto di nasi che colano, starnuti, tosse e fazzoletti sparsi per casa. Basta qualche settimana dall'inizio della scuola e sembra che i bambini abbiano continuamente il raffreddore. Guariscono, tornano all'asilo o in classe e dopo pochi giorni ricominciano a starnutire.
È una situazione molto comune, soprattutto nelle famiglie con bambini piccoli. Ma perché i raffreddori sono così frequenti proprio in autunno? E cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a stare meglio e ridurre le possibilità di ammalarsi?
Il raffreddore è un'infezione delle vie respiratorie superiori causata da diversi virus, tra cui i rinovirus. Durante l'autunno, la circolazione di alcuni di questi virus aumenta e i bambini hanno maggiori occasioni di entrare in contatto con persone infette.
Con il ritorno a scuola, infatti, trascorrono molte ore insieme ai compagni, condividendo aule, giochi e materiali. Basta che un bambino abbia il raffreddore perché il virus possa diffondersi attraverso le secrezioni respiratorie e le mani contaminate.
Anche il tempo trascorso negli ambienti chiusi favorisce la trasmissione dei virus, soprattutto quando le stanze sono affollate e poco ventilate.
Il freddo, da solo, non provoca il raffreddore. Sono i virus a causare l'infezione, anche se le condizioni tipiche della stagione possono favorirne la diffusione.
Uno dei motivi per cui i bambini piccoli si ammalano frequentemente è che il loro sistema immunitario sta ancora imparando a riconoscere molti virus.
Nei primi anni di vita, ogni nuova infezione rappresenta un'occasione per sviluppare una risposta immunitaria specifica. Questo non significa che ammalarsi sia necessario per diventare più forti, ma spiega perché i raffreddori siano particolarmente comuni durante l'infanzia.
I bambini che frequentano il nido o la scuola dell'infanzia possono avere anche sei-otto raffreddori all'anno, talvolta di più.
Inoltre, un raffreddore può durare diversi giorni e la tosse può continuare anche dopo la scomparsa degli altri sintomi. Quando le infezioni si susseguono, i genitori possono avere l'impressione che il bambino non guarisca mai completamente.
I sintomi più comuni sono abbastanza facili da individuare. Generalmente il raffreddore provoca naso chiuso, secrezioni nasali, starnuti e qualche colpo di tosse.
In alcuni casi possono comparire anche mal di gola, lieve febbre e una maggiore stanchezza.
Nei bambini più piccoli, il naso chiuso può rendere più difficili il sonno e l'alimentazione. I neonati, in particolare, possono avere difficoltà a poppare quando non riescono a respirare bene attraverso il naso.
La maggior parte dei raffreddori migliora spontaneamente nell'arco di una o due settimane. Se però i sintomi peggiorano, la febbre persiste o il bambino appare particolarmente abbattuto, è opportuno consultare il pediatra.
Tra le abitudini più utili per limitare la diffusione dei virus respiratori c'è il lavaggio delle mani.
I bambini toccano continuamente giochi, banchi, maniglie e altri oggetti condivisi. Successivamente possono portare le mani al naso, alla bocca o agli occhi, facilitando il passaggio dei virus.
Insegnare loro a lavarsi le mani con acqua e sapone, soprattutto prima di mangiare, dopo essere stati in bagno e dopo essersi soffiati il naso, è una buona abitudine.
Con i più piccoli si può trasformare il momento del lavaggio in un gioco, magari cantando una breve canzone per raggiungere i venti secondi consigliati.
È utile anche insegnare a tossire o starnutire nel gomito e a utilizzare fazzoletti monouso.
Con le temperature più basse viene naturale tenere le finestre chiuse, soprattutto quando in casa ci sono bambini.
Cambiare regolarmente l'aria degli ambienti, però, aiuta a ridurre la concentrazione di particelle respiratorie potenzialmente infettive.
Non è necessario lasciare le finestre spalancate per ore. Si possono prevedere brevi momenti di ricambio d'aria durante la giornata, adattandoli alla temperatura esterna e alle condizioni della casa.
Anche nelle camerette è utile mantenere una temperatura confortevole, evitando di riscaldare eccessivamente gli ambienti.
L'aria troppo secca può aumentare il fastidio alle mucose nasali. Conviene quindi controllare anche l'umidità della stanza, senza creare condizioni che favoriscano muffe e condensa.
Quando il raffreddore è già arrivato, alcuni semplici accorgimenti possono rendere le giornate più confortevoli.
I lavaggi nasali con soluzione fisiologica sono spesso utili, soprattutto nei bambini piccoli che non riescono ancora a soffiarsi il naso autonomamente.
È bene offrire frequentemente acqua e altri liquidi adatti all'età, senza forzare il bambino a mangiare se ha temporaneamente meno appetito.
Anche il riposo ha il suo ruolo. Se il bambino è stanco, può aver bisogno di dormire di più o di trascorrere qualche giornata tranquilla a casa.
Gli antibiotici non curano il raffreddore, perché agiscono contro i batteri e non contro i virus. Anche i farmaci da banco contro tosse e raffreddore non sono tutti adatti ai bambini: prima di utilizzarli bisogna chiedere consiglio al pediatra.
Ottobre può regalare mattinate fresche, pomeriggi ancora caldi e improvvisi cambiamenti di temperatura.
Per questo vestire i bambini a strati è spesso la soluzione più pratica.
Una maglietta, una felpa e una giacca leggera permettono di adattare l'abbigliamento durante la giornata, soprattutto quando si passa dagli ambienti chiusi all'aperto.
È bene evitare sia di coprire eccessivamente i bambini sia di lasciarli con indumenti bagnati di sudore.
Durante l'autunno è utile mantenere un'alimentazione varia, con frutta, verdura, cereali, proteine e altri alimenti adatti all'età.
Non esiste un singolo alimento capace di impedire i raffreddori. Una dieta equilibrata, però, contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario.
Anche dormire a sufficienza è fondamentale per il benessere dei bambini.
Con il ritorno a scuola, gli orari possono diventare più impegnativi. Cercare di mantenere una routine serale regolare, con un momento tranquillo prima di andare a letto, può aiutare i bambini a riposare meglio.
Gli integratori vitaminici, invece, non sono necessari per tutti e non dovrebbero essere utilizzati automaticamente per prevenire i malanni stagionali.
Un leggero raffreddore, senza febbre e con buone condizioni generali, non richiede sempre di rimanere a casa.
La decisione dipende dall'età, dai sintomi, dalla capacità del bambino di partecipare alle normali attività e dalle regole della scuola.
Se invece ha febbre, è molto stanco oppure non riesce a seguire le attività, è preferibile lasciarlo riposare.
Bisogna prestare particolare attenzione a difficoltà respiratorie, segni di disidratazione, peggioramento evidente delle condizioni generali o febbre nei neonati molto piccoli. In queste situazioni è necessario richiedere rapidamente una valutazione medica.
Avere diversi raffreddori durante l'anno è normale, soprattutto nei primi anni di scuola. Tuttavia, se le infezioni sono particolarmente gravi, durano insolitamente a lungo o si accompagnano a complicazioni frequenti, è opportuno parlarne con il pediatra.
Anche un naso che cola continuamente, senza i classici sintomi di un'infezione, potrebbe dipendere da altre cause, come una rinite allergica.
Il pediatra può valutare la situazione considerando l'età del bambino, la frequenza degli episodi e gli eventuali altri sintomi.
Durante l'autunno, quindi, qualche raffreddore può far parte della normale vita familiare. Lavarsi le mani, arieggiare gli ambienti, dormire bene e seguire le indicazioni del pediatra sono accorgimenti semplici che aiutano ad affrontare la stagione con maggiore tranquillità.